L’edilizia sostenibile vince la crisi

Come ben sappiamo il settore dell’edilizia sta attraversando negli ultimi anni una forte crisi. Dal 2009 infatti ha perso la bellezza – si fa per dire – di 120mila posti di lavoro, 328 al giorno. Sono numeri davvero sconcertanti. Eppure, in questo scenario così disastroso c’è un aspetto del settore edilizio che non conosce crisi, ma anzi continua a crescere: si tratta dell’edilizia sostenibile.

 

Da un rapporto congiunto redatto da Fillea Cgil e Legambiente infatti emerge un dato fortemente confortante secondo il quale la riqualificazione energetica e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio potrebbero apportare 600mila nuovi posti di lavoro nei prossimi dieci anni, dimezzando così la perdita subita in questi anni.

 

Secondo questo rapporto il patrimonio edilizio italiano necessita di una profonda ristrutturazione energetica, in quanto è stato realizzato con materiali a basse prestazioni energetiche. Per quanto riguarda la sicurezza invece, secondo il Consiglio nazionale dei geologi, sono ben 6 milioni gli italiani che vivono in aree ad alto rischio idrogeologico e 3 milioni quelli che risiedono in aree ad alto rischio sismico. Riguardo a quest’ultimo dato inoltre si deve tenere presente che il 60% degli edifici residenziali italiani è stato realizzato prima del 1971, mentre la legge antisismica risale invece al 1974.  

 

Ecco quindi che una riqualificazione energetica degli edifici sia pubblici che privati e un’efficiente gestione dei consumi energetici, insieme a un’adeguata riqualificazione sismica consentirebbe lo sviluppo di tutto un settore dell’edilizia con un conseguente aumento significativo dei posti di lavoro.

 

Non dimentichiamo poi che l’edilizia sostenibile fa registrare già oggi in Italia un giro d’affari di circa 10 miliardi di euro, con una crescita del 5% l’anno, una percentuale che potrebbe superare addirittura il 10% annuo con il recepimento della normativa europea, approvata ad aprile 2009 secondo la quale dopo il 31 dicembre 2018 tutti i nuovi edifici dovranno essere “a impatto zero”,  e quindi produrre da fonti rinnovabili tanta energia quanta ne consumano.
 

Si tratta di una sfida senza precedenti per l’edilizia e di una grandiosa opportunità per il nostro territorio della Toscana e per tutti noi di vivere e abitare una città costruita innanzitutto all’insegna della qualità con significativi benefici in termini di risparmio energetico, di qualità della vita e dell’ambiente. Per darvi un’idea: solo con interventi di isolamento degli edifici si può arrivare a un risparmio energetico pari al 35-40% l’anno.

 

Ben vengano dunque gli incentivi a tutti quegli interventi volti a sostegno delle “buone pratiche” edilizie, come ad esempio le agevolazioni fiscali per ristrutturazioni a Firenze riguardanti interventi di riqualificazione energetica che favoriscano e incentivino le ristrutturazioni edilizie di immobili a Firenze ma anche la ristrutturazione di Capannoni a Sesto Fiorentino e nella zona industriale. Perché una costruzione “green” conviene per molti diversi aspetti: da quello economico (sempre molto importante) a quello ambientale.

 

 

 

 

 

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