Edilizia e crisi: solo le ristrutturazioni immobiliari a firenze tengono

Quello dell’edilizia a Firenze è uno dei tanti settori colpiti dalla crisi, anzi forse è quello che ne è stato influenzato più di altri. Nonostante in passato sia sempre stato uno dei settori più importati per lo sviluppo del Paese - prima della crisi, produceva l’11% del Prodotto Interno Lordo ed era in grado di generare circa tre milioni di posti di lavoro - oggi i dati si sono completamente ribaltati.  Secondo i dati presentati dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) infatti dal 2007 ad oggi – quindi nell’arco di 7 anni – il settore immobiliare ha perso ben 800 mila posti di lavoro, ha subito un calo degli investimenti pari a 58,8 miliardi e ha visto fallire 14200 aziende. Sono dati a dir poco sconcertanti.

 

Ancora i dati dell’Ance ci dicono che il calo degli investimenti ha coinvolto sia la nuova edilizia abitativa (in calo del 58,1%) che l’edilizia non residenziale privata (- 36,3%) e le opere pubbliche (in calo del 48%). Tra i crolli più preoccupanti spicca quello dei permessi a costruire per realizzare nuove abitazioni con un numeri che – sempre secondo l’Ance – si avvicinano a quelli del 1936 e che saranno destinati a scendere ulteriormente, fino al 2,4% nel 2015, se non verranno immediatamente attivate delle risorse. Non dimentichiamo poi l’aumento della tassazione sulla casa che, negli ultimi tre anni è lievitata in modo spropositato, del 200%.

 

Tra tanti dati con il segno meno, solo un settore ha registrato un aumento, anche significativo, nel corso di questi 7 anni, si tratta delle manutenzioni e ristrutturazioni immobiliari, che hanno registrato un bel +23,6%, grazie all’influenza positiva delle agevolazioni fiscali per ristrutturazioni sugli interventi di riqualificazione degli immobili.

 

Un segnale positivo proviene anche dalle compravendite residenziali che sono tornate a crescere nel primo trimestre del 2014 con un +4,1%. Favorite dalle misure attuate per il rilancio dei mutui alle famiglie, sono un segnale che l’immobiliare sta iniziando a risvegliarsi. Ma naturalmente questo non basta. Tengono duro le ristrutturazioni di immobili e, proprio per questo motivo, per un’inversione di rotta, l’Ance ipotizza una proroga delle detrazioni fiscali del 50 e del 65%, ma anche investimenti in opere pubbliche soprattutto derivanti dall’attuazione dei programmi di edilizia scolastica e risanamento idrogeologico, oltre al varo del decreto Sblocca Italia per la prosecuzione e velocizzazione di opere bloccate o incompiute.

 

La vera chiave di volta per far ripartire il settore delle ristrutturazioni di immobili a Firenze ad ogni modo sarebbe l’allentamento dei vincoli finanziari e la semplificazione delle procedure che tanto peso hanno nel funzionamento dell’economia italiana. Si tratta comunque di azioni che vanno inserite all’interno di un piano globale che includa lo sviluppo della città promuovendo la sicurezza degli edifici e la rigenerazione urbana attraverso la ristrutturazione di appartamenti nel centro storico delle città e nelle relative periferie.

 

 

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